Nella definizione della Ellen MacArthur Foundation, l’economia circolare è un sistema economico in grado di rigenerarsi da solo, che si basa su cicli chiusi di materiali biologici e tecnologici: i materiali di origine biologica (cibo, legno, fibre naturali, etc…) vengono in parte consumati e in parte restituiti all’ambiente naturale come nutrienti attraverso i cicli biogeochimici (per esempio, con il compostaggio), mentre nei cicli tecnologici i materiali post consumo vengono recuperati attraverso il riutilizzo, la riparazione, la rigenerazione o il riciclo.

L’economia circolare è un modello fondato sul disaccoppiamento tra crescita economica e consumo di risorse non rinnovabili, ispirato a semplici principi:

  • eliminare rifiuti e inquinamento sin dalla fase di progettazione dei prodotti e dei servizi;
  • mantenere prodotti, componenti e materiali al loro maggior valore e in uso;
  • rigenerare i sistemi naturali.

Partendo da questa visione è possibile costruire modelli di business circolari, che sono riconducibili a cinque tipologie: filiera produttiva circolare, recupero delle risorse (upcycling e rigenerazione), estensione del ciclo di vita, piattaforme di condivisione e product-as-a-service (vendita di servizi anziché prodotti) .

Il processo di design dell’economia circolare si può focalizzare sul prodotto, sul processo, sul modello di business o su tutti questi elementi.

Per essere davvero sostenibile, deve rispettare le specificità dell’azienda e integrarsi pienamente nel contesto ambientale e sociale locale.

La costruzione di un percorso di economia circolare può essere intrapreso da aziende singole, in network o lungo una filiera.

In ogni caso, significa predisporsi al cambiamento, definire una visione condivisa e darle attuazione in modo strutturato.

Possiamo supportare le imprese nella transizione green con percorsi di consulenza, formazione e coaching dedicati.