Negli articoli precedenti abbiamo parlato di green economy dal punto di vista della sostenibilità dei processi di produzione e dei siti produttivi. L’ecologia industriale concerne anche la sostenibilità delle tecnologie utilizzate, definite come tecnologie ambientali e BAT (Best Available Technology).

Il concetto di tecnologia ambientale definito nell’ETAP (Environmental Technologies Action Plan) abbraccia un campo estremamente vasto, riguardando “tutte le tecnologie il cui uso è meno nocivo per l’ambiente rispetto alle principali alternative” (COM 2002).

Tale definizione comprende:

– tecnologie per la gestione dell’inquinamento, sia di natura preventiva (integrate) volte a prevenire la formazione di sostanze inquinanti (o di rischi ambientali) alla fonte durante il processo produttivo, sia che si pongano alla fine del ciclo produttivo (end of pipe) per ridurre e/o trattare le emissioni in aria, acqua e suolo o di natura correttiva (per riparare un danno ambientale);

– tecnologie per la gestione delle risorse, messa a punto di processi di produzione “più puliti” basati sull’uso efficiente di risorse ed energia per ridurre il consumo di materie prime non rinnovabili e nel contempo ridurre la produzione di rifiuti;

– tecnologie per la creazione o la innovazione di prodotti (o linee di prodotto) più puliti che individuino nuove soluzioni a livello di materiali ovvero a livello di caratteristiche di prodotto.

La definizione di tecnologie ambientali riguarda non solo nuove applicazioni, ma anche il miglioramento del livello tecnologico delle applicazioni tradizionali. Allo stesso modo, la definizione di tecnologie ambientali include anche applicazioni non tecnologiche come competenze, know-how ambientale, metodi di lavoro, procedure organizzative e gestionali, reti di ricerca intersettoriali ecc., che, a loro volta, possono incoraggiare lo sviluppo di nuove soluzioni tecniche e tecnologiche.

La diffusione delle tecnologie ambientali per lo sviluppo sostenibile è un obiettivo strategico per la Commissione Europea quale strumento per la riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi assicurando nel contempo la crescita economica.

Sulla base dell’esperienza degli ultimi anni, la Commissione ha tracciato un quadro generale dei settori in cui è possibile prevedere sviluppi importanti e che presentano le maggiori possibilità di applicazione di soluzioni innovative nel campo delle tecnologie ambientali.

I settori individuati sono:

–          conversione, conservazione e uso dell’energia;

–          trasporti;

–          uso delle risorse nella produzione industriale;

–          gestione dei rifiuti;

–          pesca;

–          tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il concetto di BAT (Best Available Techniques) è definito nella Direttiva IPPC come “la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio, indicanti l’idoneità pratica di determinate tecniche a costituire in linea di massima la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo  complesso”.

Il concetto di BAT include tecniche di gestione, tecniche per la prevenzione dell’inquinamento (pollution prevention) e tecniche di controllo tradizionale dell’inquinamento “end of pipe”. Poiché l’individuazione delle BAT è una questione complessa, la Commissione Europea è stata incaricata di organizzare uno scambio di informazioni tra esperti provenienti dagli Stati Membri, dall’industria e dalle organizzazioni  ambientaliste. Questo lavoro è coordinato dall’IPPC Bureau di Siviglia.

Nel quadro dello scambio di informazioni, per ogni settore produttivo è stato preparato un documento di riferimento delle BAT denominato BREF (Bat REFerence), con lo scopo di informare le autorità competenti per le autorizzazioni su ciò che può essere tecnicamente ed economicamente disponibile alle imprese al fine di migliorare le loro prestazioni ambientali. Una volta pubblicato, ogni BREF è sottoposto a revisione periodica per aggiornarlo alla luce degli ultimi sviluppi nello specifico settore. I BREF disponibili possono essere scaricati dal sito web dell’European IPPC Bureau (EIPPCB).

L’ETAP è complementare alla Direttiva IPPC e la promozione della ricerca e sviluppo tecnologico (RST) è un suo obiettivo prioritario.

Le Piattaforme Tecnologiche Europee (ETP, European Technology Platform), promosse dalla Commissione Europea, sono uno strumento molto incisivo per fronteggiare alcune delle principali sfide economiche, tecnologiche e sociali che l’Europa si trova ad affrontare. Le ETP sono iniziative spontanee del sistema industriale europeo con un approccio “bottom up” e “technology driven”. Esse raccolgono i principali stakeholder operanti in settori a elevato contenuto di tecnologia, innovazione e ricerca.

Sotto il ruolo guida dell’industria, le ETP riuniscono i diversi partecipanti intorno ad una visione e un approccio comune per lo sviluppo delle tecnologie interessate e per mobilitare la massa critica necessaria per lo sforzo di ricerca e innovazione.

Ogni ETP elabora un Strategic Vision Document (SVD) nel quale vengono definiti gli obiettivi di ricerca a lungo termine (generalmente a 20 anni), una Strategic Research Agenda (SRA) incentrata sugli obiettivi a medio termine (generalmente a 7 anni) e un Implementation Action Plan (IAP) che riguarda gli obiettivi di RST a breve termine. La SRA potrà essere utilizzata dalla Commissione Europea per la definizione dei futuri work programs e dalle autorità nazionali per la definizione di programmi di ricerca nazionali o transnazionali.

Sono state costituite 37 ETP suddivise in 9 settori tematici di importanza strategica. Ciascuna ETP ha una stretta collaborazione con la Commissione Europea, con le altre ETP “sorelle” che condividono aspetti comuni, con tutti gli attori della ricerca e dell’innovazione pubblici e privati a tutti i livelli e con le differenti componenti della filiera. Le ETP trovano il proprio corrispettivo di azione negli Stati Membri dell’Unione Europea con le Piattaforme Tecnologiche Nazionali (NTP, National Technology Platform).

 La diffusione di informazioni sulle tecnologie ambientali ha un ruolo importante nello stimolare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie ambientali e di accrescerne il potenziale di innovazione.

Sul sito dell’European Environment Agency (EEA) è stato realizzato un catalogo che contiene le directory aziendali (24 elementi) e i database tecnologici (15 elementi) relativi ai mercati europei e mondiali.

Tra le varie banche dati presenti sul web, le “Green Pages Directory for Environmental Technology”, gestite da ECO Services International, rappresentano una risorsa utile di informazioni on-line elencando le imprese e le organizzazioni fornitrici di prodotti e servizi ambientali.

Il progetto europeo ACT CLEAN (ACcess to Technology and know how on CLEANer production in Central Europe) si propone di creare il primo network dell’Europa Centrale per collegare in modo diretto la domanda all’offerta e per fornire alle piccole e medie imprese il know-how tecnologico e manageriale di soluzioni già sperimentate e immesse nel mercato. Il database ACT CLEAN riporta oltre 1000 esempi di soluzioni tecnologiche e attività rispettose dell’ambiente e includono anche strumenti gestionali/operativi (LCA, ecodesign, SGA, ecc.) e strumenti diagnostici (ad esempio per misurare determinati parametri ambientali).

In Italia, un ottimo servizio è fornito dal sito Tecnologie Pulite, sito realizzato e gestito da ERVET (Emilia-Romagna Valorizzazione Economica Territorio SpA). Il sito mette a disposizione un’ampia gamma di informazioni inerenti le tecnologie ambientali, sia per prevenire l’inquinamento che per quanto riguarda la tecnologie di abbattimento. Il sito raccoglie inoltre una serie di approfondimenti tecnici per l’individuazione delle tecnologie pulite applicabili ai settori produttivi analizzati e casi studio su progetti e sperimentazioni di tecnologie innovative in campo ambientale.

Fonte: ENEA, “Sostenibilità dei sistemi produttivi – Strumenti e tecnologie verso la green economy”, 2012, http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/edizioni-enea/2012/sostenibilita-sistemi-produttivi

Fonte immagine: Scott Butner, http://www.flickr.com/photos/rs_butner/6609284545/