Uno dei pilastri portanti della green economy è  l’approccio alla sostenibilità dal punto di vista del prodotto/servizio. Il Life Cycle Assessment (“valutazione del ciclo di vita”, LCA) è un metodo di analisi e valutazione degli impatti ambientali associati a un prodotto/servizio lungo l’intero ciclo di vita, dall’acquisizione delle materie prime al fine vita (dalla culla alla tomba).

La metodologia LCA è regolata dalle norme ISO della serie 14040. L’importanza strategica della metodologia LCA come strumento di base per l’identificazione di aspetti ambientali significativi è espressa chiaramente all’interno del “Libro Verde sulla politica integrata relativa ai prodotti” del 2001.

Una LCA è spesso complessa e costosa poiché richiede conoscenza dei processi e l’acquisizione di molti dati attendibili su materiali, tecnologie ecc. relativi a tutte le fasi del ciclo di vita che tuttavia non sono affatto facili da trovare. Per questo motivo si stanno diffondendo metodi semplificati che consentono una valutazione meno accurata, ma più rapida. In ogni caso, per favorire la diffusione della LCA, diverse organizzazioni internazionali stanno realizzando banche dati protette, compatibili, trasparenti e accreditate, accessibili a tutti gli interessati.

In accordo con le norme ISO 14040 e 14044, il Life Cycle Assessment viene suddiviso in cinque fasi di valutazione:

– Mete e obiettivi

– Inventario del ciclo di vita

– Valutazione dell’impatto del ciclo di vita

– L’Interpretazione

– LCA usi e strumenti

La Commissione Europea, DG Ambiente, ha realizzato il Manuale ILCD che fornisce le linee guida per realizzare valutazioni del ciclo di vita quantificando le emissioni, il consumo delle risorse e l’impatto ambientale dei prodotti.

La Rete Italiana LCA, promossa e coordinata dall’ENEA, si propone come punto di riferimento in Italia per i principali operatori del settore e rende disponibili alle organizzazioni e alle imprese un quadro chiaro e aggiornato sullo stato dell’arte della metodologia di LCA.

La Rete Italiana LCA, è un’iniziativa finalizzata a favorire la diffusione della metodologia di Life Cycle Assessment attraverso la creazione di un network per lo scambio di informazioni, metodologie e buone pratiche sullo stato dell’arte e sulle prospettive del LCA in Italia.

Per poter influire sui comportamenti quotidiani dei consumatori, orientandoli ad acquisti consapevoli e sostenibili, è fondamentale la diffusione di informazioni  accurate, affidabili e scientificamente fondate sugli impatti ambientali durante l’intero arco della loro vita, chiaramente espresse. A questo scopo un importante strumento è costituito dalle etichette di prodotto che forniscono informazioni certificate e tali da consentire il confronto tra i prodotti. Etichette di questo tipo sono l’Ecolabel europeo e le altre etichette di tipo I come ad esempio il Blaue Engel e il Nordic Ecolabelling o l’ Energy Star relativa all’efficienza energetica.

L’ eco-design o progettazione sostenibile, che tiene conto degli impatti ambientali di prodotti/servizi lungo tutta la loro vita, può contribuire a ridurre tali impatti, mantenendo inalterate le prestazioni d’uso. Ad esempio può prevenire la formazione di rifiuti riducendone la quantità e la pericolosità sia con l’utilizzo di materiali provenienti da recupero/riciclo sia prevedendo la ricuperabilità/riciclabilità del prodotto o di sue parti.

Il design sostenibile è il risultato di un processo integrato tra design, architettura e urbanistica. Dalla progettazione di piccoli oggetti di utilizzo quotidiano alla realizzazioni di aree urbane, il design sostenibile trova applicazioni in numerosi settori: architettura, architettura del paesaggio, design urbano, progettazione urbanistica, ingegneria, graphic design, industrial design, interior design e fashion design.

Nonostante le applicazioni del design sostenibile siano molteplici, i principi generali che caratterizzano questo concetto sono i seguenti:

– Materiali sostenibili: materiali non tossici, riciclati o riciclabili, realizzati secondo processi produttivi che utilizzano energie alternative.

–  Risparmio energetico: utilizzo di processi produttivi o prodotti che consumano meno energia.

–  Qualità e durabilità: una maggiore resistenza all’usura ed un funzionamento ottimale garantisce una riduzione dell’impatto dei rifiuti prodotti.

–   Design Emotivamente Durevole: ridurre il consumo e lo spreco di risorse, aumentando la durata delle relazioni tra le persone e i prodotti, attraverso la progettazione.

–  Design e riciclo: un progetto che prevede un secondo utilizzo per l’oggetto prodotto sia come materiale sia come funzione.

Nell’eco-design la fase di progettazione è preceduta da un’analisi di LCA che, unita ad un’analisi dei costi e del livello di qualità percepito dal cliente consente di identificare i punti critici del ciclo di vita del prodotto.

Diversi modelli dei principi di progettazione sostenibili sono stati adottati da organizzazioni internazionali di architettura ed ingegneria: ciò indica che il concetto di eco-design è sostenuto su scala globale e interprofessionale e che l’obiettivo finale è quello di aumentare il senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente.

Fonte: ENEA, “Sostenibilità dei sistemi produttivi – Strumenti e tecnologie verso la green economy”, 2012, http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/edizioni-enea/2012/sostenibilita-sistemi-produttivi