Il 23 e 24 novembre a Edimburgo si è svolto il principale evento mondiale sul Capitale Naturale, il secondo World Forum on Natural Capital.

 Durante il Forum sono stati riportati gli ultimi sviluppi del settore e sono stati raccontati casi reali, da oltre 100 protagonisti durante 4 stream paralleli:
  • Stream 1: Understanding and managing risk: esplorazione dei rischi di business associati al ‘business as usual’; riconoscendo l’esaurimento del capitale naturale, è possibile trasformare i rischi in opportunità per il business, innescando nuovi benefici per l’economia, la vita delle persone e la natura.
  • Stream 2: Innovation and tools: le ultime innovazioni e gli strumenti emergenti nel campo della misurazione e valutazione del capitale naturale, compresi alcuni casi studio riguardanti il modo in cui il capitale naturale può essere integrato nel processo decisionale e nel reporting, sottolineando l’importanza dell’armonizzazione tra questi strumenti; il principale progetto in corso è il Natural Capital Protocol, il cui rilascio in draft per la pubblica consultazione è stato uno degli obiettivi del Forum.
  • Stream 3: Focus on finance and investment: focus su come incorporare il rischio relativo al capitale naturale nel processo decisionale da parte delle banche, delle assicurazioni e degli investitori, e sulle modalità attraverso cui tale rischio può influenzare il costo del capitale, il rating, i premi assicurativi e l’accesso ai finanziamenti. E’ possibile creare modelli innovativi che consentano al settore finanziario di contribuire alla transizione verso un’economia verde.
  • Stream 4: Policy dialogues: diverse organizzazioni leader hanno lavorato per comprendere come un quadro politico efficace possa contribuire ad una gestione più sostenibile del nostro capitale naturale, prendendo in considerazione numerose opzioni – sia obbligatorie che volontarie – che esplorano le possibili collaborazioni tra imprese, finanza e governo.
All’interno delle differenti sessioni, il focus è stato indirizzato ai due principali obiettivi promossi dall’evento:
  • il lancio delle consultazioni pubbliche sul Natural Capital Protocol, sostenuto in primis dall’economista ambientale Pavan Sukhdev, per consentire alle organizzazioni di valutare e gestire meglio le loro interazioni dirette e indirette con il capitale naturale;
  • la sottoscrizione di una lettera indirizzata ai leader mondiali che parteciperanno alla COP21, la Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici a Parigi il 7 e 8 dicembre.

Cos’è il Capitale Naturale

Il termine capitale naturale si riferisce ai sistemi naturali, che comprendono il suolo da cui ricaviamo il cibo, le materie prime che ci servono per costruire le nostre abitazioni e realizzare gli abiti che indossiamo, l’acqua potabile che beviamo e l’aria pulita che respiriamo.
Dal capitale naturale derivano tutti i servizi che rendono possibile la vita umana e che sono la base essenziale dei processi economici, dello sviluppo e del benessere delle società umane.
Le capacità rigenerative e ricettive dei sistemi naturali rispetto alla continua e crescente pressione umana presentano degli evidenti limiti: il capitale naturale non può quindi essere “invisibile” ai modelli economici come avviene attualmente, ma deve essere considerato centrale per lo sviluppo dell’umanità.
E’ perciò indispensabile individuare le modalità per “contabilizzare” la natura; mentre le risorse naturali non rinnovabili, come i combustibili fossili, i minerali e i metalli, sono già contabilizzati nei conti nazionali e nei bilanci aziendali, le risorse naturali rinnovabili non lo sono. E’ invece necessario far sì che il valore dell’intero capitale naturale influenzi in maniera significativa i processi di “decision making” politico-economici.
Nel nostro Paese, la Strategia Nazionale per la Biodiversità predisposta dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, per ottemperare alle indicazioni della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica, indica tre tematiche cardine: la biodiversità e i servizi ecosistemici, la biodiversità e i cambiamenti climatici, la biodiversità e le politiche economiche.

 

Il Natural Capital Protocol

Durante le giornate del Forum è stata lanciata la consultazione pubblica sulla bozza del Natural Capital Protocol (NCP), un framework per la contabilizzazione del capitale naturale.
La visione d’insieme del NCP è quella di trasformare il modo in cui l’azienda opera, attraverso la comprensione della relazione degli impatti e delle dipendenze col capitale naturale.L’intento non è inventare nuovi metodi, ma costruire su quelli già esistenti, colmando le lacune e avviando un periodo di sperimentazione sul mercato per diversi settori e aree geografiche. Ciò consentirà di mettere a punto un framework da utilizzare come punto di partenza per gli standard successivi.
Il NCP dovrà:
  • fornire indicazioni chiare sulla valutazione qualitativa, quantitativa e monetaria degli impatti e delle dipendenze sul capitale naturale e sull’opportuno livello di valutazione da applicare al caso specifico;
  • fornire una guida per l’applicabilità del protocollo a diversi livelli organizzativi (corporate, progetti, prodotti, sito) attraverso l’intera catena del valore;
  • essere applicabile a tutti i settori di business in tutte le aree geografiche.
 
Il NCP supporterà le aziende nei loro processi decisionali e potrà essere utilizzato per una vasta gamma di applicazioni, incluso il risk management, esplorando nuovi flussi di reddito, migliorando i prodotti e l’innovazione nella catena del valore, fornendo anche una base consolidata per il reporting e l’analisi.
L’articolo di Pavan Sukhdev sull’Huffington Post The Natural Capital Protocol and Beyond sottolinea l’importanza dei test in corso da parte di oltre 40 aziende leader di mercato, tra cui  Coca-Cola, Dow Chemicals, Hugo Boss, Nestlé e Shell, i cui risultati confluiranno nel Protocollo e nelle relative linee guida settoriali che, essendo universali, costituiranno la base per la gestione integrata degli standard di contabilità e rendicontazione, che potranno quindi essere utilizzati a livello globale da interi settori di business come un lessico e uno strumento comuni.
Sukhdev auspica anche l’adozione di protocolli equivalenti per il capitale umano e il capitale sociale, così che le aziende del futuro possano creare profitti generando nel contempo un incremento del bene pubblico.

 

L’impegno del Forum per la COP21

Al Forum sono intervenuti imprenditori, politici, esperti ambientali e accademici da tutto il mondo.
I delegati hanno firmato una lettera, sollecitando i leader mondiali presenti a Parigi il 7-8 dicembre alla XXI Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a riconoscere che il cambiamento climatico non può essere affrontato senza arrestare l’erosione e la perdita del capitale naturale.
La lettera firmata dai delegati, tra i quali Sir Richard Branson, parte dalla visione del Capitale Naturale come bene comune e indispensabile per la vita dell’umanità e si appella ai leader mondiali della COP 21 concentrandosi su 3 punti cardine:
  1. Impegnarsi a salvaguardare il nostro capitale naturale per evitarne ulteriori perdite, come parte di uno sforzo mondiale per bloccare il carbone e aumentare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici
  2. Impegnarsi per il ripristino degli ecosistemi naturali
  3. Riconoscere che i benefici sociali, economici ed ecologici nell’assicurare le buone condizioni delle scorte globali di capitale naturale, saranno enormemente superiori agli eventuali costi di conservazione e ripristino.
Nel messaggio video con cui si è aperto il Forum, anche il Principe Carlo ha esortato i delegati ad “agire ora prima che sia troppo tardi”.
“Penso che ci sia un urgente bisogno di collaborazione, di condivisione di conoscenze e di un modo diverso di fare le cose”, ha infine aggiunto il Principe.
Lo Storify completo del Natural Capital World Forum 2015.

 

 

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