Cyber Resilience, resilienza territoriale e cambiamenti climatici: il legame delle aziende IT con la sostenibilità ambientale

La Cyber Resilience è la capacità di un provider di resistere alle minacce, cyber o ambientali, in modo da garantire la fruibilità dei servizi informatici con modalità di erogazione alternative, a fronte di qualunque evento disastroso.

Nonostante il settore dell’Information Technology stia procedendo verso una virtualizzazione sempre più spinta di servizi e prodotti, risulta evidente che il suo legame con il territorio e l’ambiente è molto profondo ed ha una doppia natura: i datacenter hanno un impatto enorme in termini di consumi (di suolo, di risorse, di energia), producendo una larga parte di quei fattori climalteranti che hanno a loro volta impatti disastrosi sul territorio e, potenzialmente, sul loro stesso business.

Ciononostante, il contesto territoriale non sempre viene adeguatamente considerato tra i fattori di rischio per la continuità operativa e non sempre è evidenziato il legame tra le alterazioni sul  territorio ed i cambiamenti climatici a cui le attività dei datacenter contribuiscono.

In questi termini, si configura una grande opportunità nel legare la Cyber Sustainability alla Cyber Resilience attraverso lo sviluppo di modelli innovativi di sostenibilità che, da un lato, agiscano sul miglioramento della resilienza territoriale attraverso la realizzazione di infrastrutture verdi e l’utilizzo dei PES e, dall’altro, operino sulla riduzione dell’utilizzo di capitale naturale e sulla minimizzazione della “carbon footprint”.

I rischi, i metodi e le opportunità della Cyber Resilience sono esaminati in dettaglio in questo articolo, scritto con Valentino Moroni di Phoenix Informatica Bancaria S.p.A., pubblicato su Le Valutazioni Ambientali N.1 – Resilienza e adattamento (rivista dell’Associazione Analisti Ambientali).